Roma: Spaccio di cocaina, smantellato il sodalizio criminale della 71enne "Zia Bianca"

2' di lettura 19/11/2020 - Gli agenti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un'ordinanza di applicazione della misura cautelare personale emessa dal G.I.P. del Tribunale romano verso 15 persone per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti (6 in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 7 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria).

A risultanza delle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria sono riusciti a sgominare un sodalizio criminale atto allo smercio di cocaina nella periferia Ovest di Roma e sul litorale romano.

L'organizzazione era promossa e coordinata da Bianca Zarfati 71 anni, detta "Zia Bianca", che si riforniva costantemente di droga da Marco Corina, 68 anni, e Marcello Gauzzi, 58 anni, tutti con diversi precedenti specifici. Da quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche e ambientali eseguite, i tre destinatari della misura della custodia cautelare in carcere commentavano di essere rimasti tra i pochi a operare con "serietà" nel settore, facendo le cose alla "vecchia maniera", in cui contava la "parola data".

Essendo agli arresti domiciliari, la Zarfati aveva stabilito il centro direzionale e operativo dell'associazione nella propria abitazione a Fiumicino, dove intratteneva i contatti con i fornitori e impartiva le disposizioni per le cessioni dello stupefacente e la riscossione dei relativi compensi a Fernanda Succi, alla figlia di quest'ultima, Valentina Mercadante e a Cesira Succi. Per tali attività delittuose il Giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per Mercadante e gli arresti domiciliari per le Succi.

Pur privilegiando gli incontri di persona ai colloqui telefonici, per le conversazioni a distanza era stato condiviso un singolare linguaggio criptico ispirato al mondo della gastronomia, in cui la cocaina diventava, a seconda dei casi, "fettine panate", "lasagne" e "spaghetti alle vongole". Come affermato da Zarfati in una conversazione captata: "le telefonate mie e sue sono tutte di mangiate... mai... mai... mai parlato di niente...".

Al fine di trovare una valida alternativa al business in corso e compensare la perdita economica derivante dal sequestro di droga nell'ambito di un'operazione di servizio conclusa con l'arresto di un "corriere", Zarfati "rispolverava" un suo vecchio contatto peruviano per avviare, unitamente a Corina e Gauzzi, una trattativa per l'acquisto di narcotico direttamente dal Sud-America a prezzi concorrenziali, che si sarebbe dovuta concretizzare con una prima fornitura di 6 kg di cocaina.

Anche se l'affare non si concludeva, le indagini hanno consentito di individuare i referenti dell'organizzazione peruviana in Walter Jesus Nunez Moren e Junior Gabino Huaman Lopez, nei cui confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere.






Questo è un articolo pubblicato il 19-11-2020 alle 11:54 sul giornale del 20 novembre 2020 - 183 letture

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