Roma: alla Galleria "Basile contemporary", sino ai primi di luglio, la mostra "Mutevoli realtà"

1' di lettura 11/06/2021 - Alla Galleria "Basile contemporary", in Via di Parione 10, è stata inaugurata il 10 giugno la mostra "Mutevoli realtà". Che, presentando al pubblico opere di 3 artisti diversi, cerca di rispondere ad alcuni fondamentali quesiti: come viene codificata la realtà dall'arte? E che differenza c'è con la realtà vissuta?

Si tratta di 3 artisti, tra loro abbastanza diversi: Paolo Grassino (Torino, 1967), riflette con le sue opere lo stile della società attuale, sempre sospesa sullo stretto crinale tra naturale e artificiale, precarietà e mutazione (specialmente, aggiungiamo, ora con lo sperato affievolirsi del Covid- 19): lavorando soprattutto con gomma sintetica, legno, cera e polistirolo, ma anche con tecniche più avanzate, come calchi in cemento o fusioni in alluminio. Simone Pellegrini, di Ancona (1972), docente all' Accademia di Belle Arti di Bologna, dipinge, tra l'altro, singolari tavole in legno che ricordano, per le loro illustrazioni, sia certi mosaici paleocristiani che i tipici lavori in legno degli artisti africani primitivi, o, incredibilmente, le fiancate dipinte dei carretti siciliani. Emanuele Sartori, infine, vicentino, vive e lavora a Vicenza ed ha al suo attivo varie collettive e personali nazionali.

Uno degli elementi che accomunano questi 3 artisti è l'uso di tecniche particolari, decisamente diverse da quelle classiche: come appunto tavole di legno come quelle che vengono abitualmente dipinte in Africa, collages di ...futuristica memoria, altorilievi con figure umane appena abbozzate, come negli studi anatomici di Leonardo o Michelangelo Buonarroti, o nei torsi umani classicheggianti di Igor Mitoraj.

La mostra resterà aperta sino ai primi di luglio: per informazioni, vedere anzitutto il sito www.basilecontemporary.com.






Questo è un articolo pubblicato il 11-06-2021 alle 09:40 sul giornale del 12 giugno 2021 - 122 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

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