Cimiteri, indagine dell'ACoS sulla gestione del servizio a Roma durante l'emergenza Covid

2' di lettura 15/07/2021 - Di fronte all’emergenza Covid, a Roma l' AMA si è trovata impreparata e non è stata in grado di rispettare i tempi standard per le operazioni cimiteriali: nell’autunno 2020, in seguito all’aumento dei decessi, è stata presto raggiunta la saturazione dei posti disponibili nella camera mortuaria del cimitero Flaminio, con ritardi e disservizi su tutte le sepolture. Anche alla luce di queste difficoltà, l’ACoS, l' Agenzia per il Controllo della qualità dei Servizi erogati da Roma Capitale, ha fatto uno studio sull’impatto che gli eventi eccezionali e imprevedibili legati al diffondersi del Covid hanno avuto sull’erogazione dei servizi cimiteriali a Roma.

Il Focus presenta quindi un approfondimento sulla gestione delle cremazioni, la tipologia di sepoltura quantitativamente più richiesta negli ultimi anni: che da ottobre 2020 hanno subito pesanti ritardi, con lunghi tempi di giacenza delle salme nei depositi. Le cause sono diverse: la sospensione di alcune attività per le misure restrittive, gli interventi di manutenzione straordinaria dei forni crematori, le difficoltà di coordinamento tra Ama e le strutture capitoline e, non ultimo, la mancanza di una procedura completamente informatizzata nella gestione delle pratiche, che ha reso impossibile quantificare le reali tempistiche di lavorazione. A fronte di tali disservizi, ai cittadini non è stato tuttavia riconosciuto alcun indennizzo. in quanto il documento che, secondo il Contratto di Servizio, ne dovrebbe prevedere le modalità di richiesta ed erogazione - la Carta di Qualità - non è ancora stato approvato.

Un confronto con Milano, dove i servizi cimiteriali sono erogati direttamente dal Comune, ha permesso di verificare che, pur nelle differenze legate all’impatto della pandemia sul numero dei decessi, le due città hanno adottato soluzioni simili nella gestione delle cremazioni, anche se a Roma, a differenza di Milano, il servizio non è stato mai totalmente sospeso.

Un’analisi dei dati di natura economica relativi alle due città ha inoltre evidenziato che, nonostante le maggiori entrate e i maggiori costi a carico dei cittadini per tutte le principali operazioni cimiteriali, le spese del servizio sono state inferiori a quelle del capoluogo lombardo sia per la parte corrente, sia soprattutto per gli investimenti, anche se per i prossimi anni l’amministrazione capitolina ha previsto investimenti per circa 4,2 mln di euro.

In conclusione, alla luce di quanto emerso, ci si chiede se sia opportuno da parte di Roma Capitale continuare ad affidare i servizi cimiteriali all’esterno, e nello specifico ad Ama, piuttosto che, tra le altre possibilità, tornare a gestirli in economia; una riflessione che più in generale può essere estesa anche ad altri servizi pubblici locali, attualmente gestiti da società partecipate in base ad affidamenti troppo spesso rinnovati senza un’analisi approfondita delle diverse alternative disponibili.






Questo è un articolo pubblicato il 15-07-2021 alle 10:02 sul giornale del 16 luglio 2021 - 123 letture

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