Per il 150mo di Giacomo Balla, grande mostra al MAXXI e apertura al pubblico della sua casa romana

2' di lettura 27/07/2021 - In occasione del 150esimo anniversario della nascita di Giacomo Balla (1871), Roma sta celebrando l'artista con una serie di iniziative: culminate nella mostra “Casa Balla. Dalla casa all'universo e ritorno”, che offre un’ampia prospettiva sul suo mondo, aprendo anche gli spazi della sua casa. Sino al 21 novembre sarà possibile visitare l’esposizione al museo e la dimora romana di Balla in via Oslavia: un grande progetto a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Domitilla Dardi, realizzato dal MAXXI in collaborazione con istituzioni pubbliche e partner privati.

Per la prima volta apre al pubblico la casa in via Oslavia - non lontano dall’attuale sede del MAXXI - in cui Giacomo Balla visse dal 1929 (s’era trasferito a Roma, dalla natìa Torino, nel 1895) fino alla sua scomparsa (1958). Entrare nella sua casa futurista è come entrare in «un microcosmo: un universo dentro una casa», per dirla con Domitilla Dardi. Le pareti dell’appartamento in via Oslavia, infatti, custodiscono il mondo di questo poliedrico artista in tutta la sua visione totalizzante. In ogni parte della casa, in ogni arredo è visibile il suo segno: in una pienezza di luce, colore e movimento che restituisce tutta l’intensità della ricerca futuristica di Balla.

“Tutta l’opera di Balla fu in definitiva il frutto di un costante impegno per l’avanguardia: dal divisionismo al futurismo, fino ad una realtà improntata ai mezzi di comunicazione di massa”, osserva il critico d'arte Fabio Benzi. Questo, aggiungiamo, soprattutto dopo la fine, negli ultimi anni ’30, dello stretto rapporto di Balla col fascismo (rapporto in cui l’artista aveva creduto fortemente, pagando poi quest’adesione col successivo disinteresse della critica d’arte nei suoi confronti), e negli anni del Secondo dopoguerra.

E' stata notizia di cronaca già del 2018, infine, il ritrovamento di 80 m2 di pareti affrescate, appunto da Balla, nelle stanze di quello che fu il primo cabaret futurista a Roma, il “Bal Tic Tac”. Il locale, fondato nel 1921 da Filippo Tommaso Marinetti, si trovava nell'ottocentesco Vilino Hufer a Via Milano 24, poco prima del traforo che da via Nazionale immette all'angolo con Via del Tritone: villino che oggi rientra in un complesso di proprietà della Banca d'Italia. Queste stanze - su richiesta anche di Umberto Croppi, Presidente della Quadriennale di Roma, a Bankitalia - saranno presto visitabili dal pubblico.






Questo è un articolo pubblicato il 27-07-2021 alle 10:06 sul giornale del 28 luglio 2021 - 124 letture

In questo articolo si parla di cultura, roma, lazio, articolo, Fabrizio Federici

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/ccgc





logoEV