L’ACOS parla chiaro: a Roma, dal 2016, la raccolta differenziata dei rifiuti non cresce più

2' di lettura 14/09/2021 - L’ ACOS, l’ Agenzia per il Controllo dei Servizi di Roma Capitale, parla chiaro in uno dei suoi ultimi rapporti: la raccolta differenziata dei rifiuti, a Roma, dal 2012 al 2015 (sotto le Amministrazioni Alemanno e Marino) era salita dal 26 al 41%, e la quota di cittadini raggiunti dal servizio, dal 6% appena al 29%, quasi un terzo della popolazione. Dopo il 2016, invece, senza investimenti adeguati e, soprattutto, con scarsa volontà politica da parte dell’Amministrazione Raggi (che inizialmente aveva fatto della differenziata uno dei suoi cavalli di battaglia), la raccolta si è attestata su poco oltre il dato del 2015; cioè tra il 43 e il 44% (contro il limite di legge, fissato al 65%).

Tutto questo, mentre gli studi epidemiologici commissionati dalla Regione Lazio ai medici specialisti del SSN precisano che, nel raggio di 7 km. In linea d’aria da tutti i centri di trattamento dei rifiuti indifferenziati (discariche, inceneritori,ecc…), ci si ricovera in ospedale molto piu’che altrove: per leucemie, tumori di vario genere, e alte gravi patologie.Insomma, il “ritorno al potere” degli obsoleti cassonetti favorisce il degrado ambientale di gran parte di Roma, e la degenerazione - almeno di quelle sue aree limitrofe a discariche “et similia”- sul modello di certe zone, dal sottosuolo inquinatissimo, della Campania (nel Napoletano e nel Casertano, ad esempio) e – udite, udite! - della stessa Francia meridionale (dove la malavita marsigliese, da tempo, sta andando a scuola di “smaltimento abusivo rifiuti” dalla camorra italiana).Vorremmo essere smentiti, ma, alla faccia di qualsiasi riflessione razionale (in tema di salute pubblica, ma anche di sviluppo economico, visto che la raccolta porta a porta crea posti di lavoro, necessitando di piu’ personale dei sistemi classici, e avvia il circolo virtuoso della rivendita dei materiali da riciclare), la raccolta differenziata a Roma è in grave fase di stallo.

Mentre non fa certo onore, al Campidoglio, leggere che la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani furono disciplinati per la prima volta, con avvio, a Roma, d'un primo esperimento di raccolta differenziata, già dalla Legge 366 del 1941: in tempi di popolazione molto minore e di consumi ( e imballaggi!) diversi da quelli attuali, certo, ma anche - checchè ne dicano gli odiatori del fascismo “sempre e comunque, senza se e senza ma” - di maggiore senso civico. Ma ora la domanda, per dirla alla Lubrano, “sorge spontanea”. A chi fa comodo tutta questa situazione, questa progressiva “debacle” della raccolta porta a porta?






Questo è un articolo pubblicato il 14-09-2021 alle 10:01 sul giornale del 15 settembre 2021 - 124 letture

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